Ricevo nella mailing list di Peacelink da Pax Christi, questa interessante riflessione.
"Cari amici e care amiche, ho avuto un brivido di freddo. Poi ho pregato. E pensato. Roncalli era un conservatore. Anche Luciani. Romero era un reazionario. Mazzolari era un cappellano militare (ai tempi di Benedetto XV). Anche Giovanni Paolo II, voce inascoltata, ha lasciato segni importanti... A volte le innovazioni vengono fatte proprio da chi riteniamo conservatore. A volte bisogna camminare lenti per camminare-cambiare un po' tutti. A mio parere, la "divisione" nella Chiesa non passa tra conservatori e progressisti, ma tra credenti e non-o-poco credenti, tra chi intende convertirsi e chi si ritiene arrivato, tra il pubblicano e il fariseo, tra il credente e l'idolatra...
Lo Spirito soffia dove e come vuole. Sono disposto a lasciarmi stupire...Prego si realizzi in qualche modo l'inedito. In ogni caso, la Chiesa non è il papa. Del resto, chi è senza contraddizioni scagli la prima pietra. Noi, noi Pax Christi, quale fede intendiamo testimoniare? Quale corresponsabilità ecclesiale intendiamo esercitare? Cosa vuol dire per noi convertirsi al Vangelo di pace? Sapremo essere profeti gioiosi di pace? La speranza è la più difficile delle virtù (teologali).
A presto. Shalom. Sergio P."
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